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Il “Pino” dei Pallotta

Categoria: Curiosità
Il “Pino” dei Pallotta

Il “Pino” dei Pallotta

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Chi conosce la data di nascita di un albero del proprio giardino?
Chi pur sapendo la data di nascita, ne possiede uno della “veneranda” età di 419 anni?
Beh forse sono pochissime le persone che possono vantare questo privilegio!!

La Famiglia Pallotta di Caldarola, da secoli proprietari del Castello che sorge sullo splendido borgo dell’entroterra maceratese, possiede nel parco che sorge sulle pendici del Colle Colcù, un Pino marittimo, che il 20 aprile 2017 compie 419 anni.

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La “messa a dimora” del famoso Pino risale al 1598 ed è voluta dal Cardinale Evangelista Pallotta, per celebrare l’evento più importante della storia del Castello Pallotta: l’arrivo di Papa Clemente VIII (al “secolo” Ippolito Aldobrandini) a Caldarola e la sua sosta proprio nelle sale del Castello.pino inizi 900

Papa Clemente VIII si stava spostando da Roma verso Ferrara, appena acquisita al diretto dominio pontificio.

Il viaggio viene documentato da storici e letterati dell’epoca.
Il Papa, lungo il suo itinerario sosterà tra le altre città a Loreto, Senigallia e Fano sua città natale.

Per questi due ultimi centri vi rimandiamo ai resoconti dettagliati dell’arrivo del Ponteficie (clicca sopra)

FANO

SENIGALLIA

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Castello scaccia “crisi”!!

Categoria: Curiosità
Castello scaccia “crisi”!!

Leggi di seguito tutte le opportunità per visitare il Castello Pallotta a costi ridotti:

Convenzioni

Offriamo un biglietto ridotto ai possessori di:

– Tessera socio FAI;
– Tessera socio TCI Touring Club;
– Tessera socio Club Federcampeggiatori;

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Coupon Struttura Amica

Molte strutture ricettive del territorio marchigiano hanno aderito alla nostra iniziativa “Struttura Amica”, che permette ai propri clienti di visitare il Castello Pallotta a costi ridotti, presentando il nostro coupon in biglietteria.

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Rete Musei del Maceratese

Insieme ai gestori dei maggiori siti, musei e monumenti della Provincia Maceratese abbiamo creato una importante rete di collaborazione a vantaggio delle tasche dei visitatori!
La NOSTRA RETE permette al possessore del biglietto d’ingresso al Castello Pallotta di usufruire di una riduzione nelle altre strutture museali e viceversa.
Avete la possibilità di visitare gran parte dei musei e siti di interesse dell’entroterra maceratese a costi ridotti!!

Di seguito l’elenco delle strutture museali che aderiscono all’iniziativa (clicca sopra per info):

  1. Abbazia di Chiaravalle di Fiastra – Tolentino (MC);
  2. Parco Archeologico di Urbs Salvia – Urbisaglia MC;
  3. Museo civico archeologico – Matelica MC (chiuso per lavori);
  4. Pinacoteca R. Fidanza – Matelica MC;
  5. Museo Piersanti – Matelica MC;
  6. Pinacoteca e Museo civici – Camerino MC;
  7. Museo Arcidiocesano – Camerino MC;
  8. Museo delle scienze – Camerino MC;
  9. Orto Botanico – Camerino MC.
  10. Musei di Sarnano – Sarnano MC.

Come fare??
E’ molto semplice: avete visitato uno di questi siti? Conservate il biglietto di ingresso, presentatelo presso la nostra biglietteria e avrete diritto alla riduzione sul biglietto intero!!

Se avete bisogno di ulteriori info su queste iniziative chiamateci allo 0733905467 o scrivete su info@castellopallotta.com

castello-della-ranciaMuseo Piersanti di MatelicaParco archeologico di Urbs SalviaAbbazia Chiaravalle di FiastraPinacoteca di Camerinomuseo-internazionale-dellumorismo

 

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Giovanni Evangelista Pallotta, il Cardinale

Categoria: Curiosità
Giovanni Evangelista Pallotta, il Cardinale

Giovanni Evangelista Pallotta

Il 18 Dicembre 1587 il giovane caldarolese Giovanni Evangelista Pallotta viene nominato Cardinale, per volere del Pontefice marchigiano Sisto V.

E’ un momento cruciale per la carriera del “nostro” Evangelista ed evento determinante anche per le sorti del Castello e di tutta la città di Caldarola. Per volere del porporato, dalla fine del 1500, la cittadina marchigiana verrà radicalmente rinnovata sulla base di un “piano regolatore”, che sconvolse totalmente l’antica borgata medievale, per trasformarla in centro rinascimentale. 1587 JOANNES EVANGELISTA PALEOTTUS - PALLOTTA GIOVANNI EVANGELISTA
Il conferimento della porpora cardinalizia il 18 dicembre 1587 e successivamente, nel mese di marzo del 1588, la nomina a prefetto della Fabbrica di San Pietro, rappresentano quindi due momenti decisivi per la storia della famiglia Pallotta, che ancora oggi custodisce con passione il Castello, e di tutta la cittadina di Caldarola, piccolo scrigno rinascimentale nel cuore delle Marche.

Leggiamo in dettaglio la storia di Evangelista, dalle parole di Antonio D’Amico, tratte dal Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 80 (2014):

PALLOTTA, Giovanni Evangelista. – Nacque a Caldarola, presso Macerata, nel febbraio 1548 da Desiderio e da Domenica Cianfortini, primogenito di cinque fratelli (dopo di lui: Girolama, Domenica, Elisea e Martino, da cui nacque Giovanni Battista, cardinale sotto Urbano VIII).

Entrò in seminario a Macerata intorno al 1563; verso il 1571 fu ordinato sacerdote e gli venne affidata la chiesa di S. Martino, dove ricoprì il ruolo di rector, come si legge in un documento del 25 maggio 1572 e in una visita apostolica del 19 agosto 1573 (Cicconi, 2007, pp. 30 s. nn. 27 s.). In quegli anni conobbe Felice Peretti, con il quale strinse amicizia. Eletto papa con il nome di Sisto V, Peretti lo creò cameriere segreto (la notizia è in un avviso di Roma del 1° maggio 1585 in Biblioteca apostolica Vaticana, Urb. Lat., 1053, c. 207v). Il 4 luglio 1586 ricevette l’incarico di datario e l’11 luglio 1587, insieme con il padre e il fratello Martino, gli fu conferita la cittadinanza romana. L’11 settembre 1587 divenne arcivescovo di Cosenza, ma l’incertezza sulla sua effettiva presenza in diocesi permane, dato che i documenti calabresi relativi al vescovado Pallotta sono rari. Ciò nonostante, tale incarico gli procurò l’appellativo di ‘Cardinal cosentino’, col quale è spesso attestato. Nel Liber baptizatorum ab anno 1591 dell’Archivio diocesano di Cosenza si legge che il 14 ottobre 1587 amministrò il battesimo a un Evangelista Lorenzo Filippo Maurelli.

Il 18 dicembre 1587 gli fu conferita la porpora con il titolo di S. Matteo in Merulana. Il 4 marzo 1588 Sisto V lo nominò arciprete ad vitam della basilica vaticana e prefetto della Fabbrica di S. Pietro (Collectiones, 1752, pp. 154-156). Nel 1590 verosimilmente dovette prendere parte alla cerimonia di apertura della visita ad limina nella diocesi di Cosenza: forse l’unica occasione in cui tornò in Calabria da cardinale (Mariotti, 1994, pp. 291 s.).

Nella cittadina natale Pallotta intraprese un’imponente attività di rinnovamento urbanistico, che lo impegnò per circa trent’anni. Trasformò Caldarola da borgo medievale in centro rinascimentale, conferendogli, in piccolo, l’impronta che Sisto V aveva dato a Roma. Su sua iniziativa fu sistemata l’attuale piazza Vittorio Emanuele, dove furono edificati il palazzo di Piazza e la nuova collegiata dedicata a S. Martino. Il progetto fu affidato all’architetto maceratese Pietro Paolo Floriani. Inoltre furono costruiti il palazzo dei Priori, il seminario, la nuova chiesa di S. Gregorio e Valentino a Pian di Gea e poi le ‘case della lana’ e ‘della seta’, due piccoli opifici, che non diedero però il risultato sperato sul fronte economico. All’iniziativa di Pallotta si devono anche il monastero femminile agostiniano con l’annessa chiesa di S. Caterina e il castello con il parco. Il 1° agosto 1590 una bolla di Sisto V dichiarò S. Martino «collegiata insigne» e tre anni dopo Pallotta chiamò il pittore caldarolese Simone De Magistris a eseguire una serie di affreschi e dipinti per la chiesa, di cui rimane solo la pala d’altare con la Messa di s. Martino e a margine il ritratto del cardinale benefattore. A Caldarola sono documentati inoltre gli interventi di un «magister Andreas magistri Iohannis de Como», di Girolamo Cassini e dell’architetto Carlo Fontana, probabilmente familiare del più celebre Domenico.

Una serie di mastri scalpellini, marmorari o semplici operai indicati solo con il nome di battesimo provenienti da Caldarola fu impiegata da Pallotta nella fabbriceria vaticana per i lavori della cupola di San Pietro, come risulta dai libri dei conti, mentre Marcantonio De Magistris da San Severino assunse il ruolo di maestro di casa del cardinale.

Il 1° marzo 1598 si riunì a Caldarola il Generalissimo consiglio di credenza, a cui prese parte anche Simone De Magistris, per predisporre i festeggiamenti in onore del passaggio di Clemente VIII, in viaggio verso Ferrara per la devoluzione di quel ducato allo Stato della Chiesa: il papa decise di sostare nella cittadina, nonostante pare fossero insorti dissapori con il cardinale (Pastor, 1930, pp. 505-507).

Pallotta mantenne il titolo di S. Matteo in Merulana fino al 16 giugno 1603, quando Clemente VIII gli attribuì quello di S. Lorenzo in Lucina. Il 24 gennaio 1611 ricevette l’incarico di pastore della Chiesa suburbicaria di Frascati, dove portò a compimento i lavori della cattedrale, inviando artisti già attivi nel cantiere vaticano.

Nel concistoro dell’11 ottobre 1605, il nuovo papa Paolo V Borghese, avendo deciso di completare i lavori di ammodernamento della vecchia basilica costantiniana, affidò a Pallotta l’incarico di «asportari sanctissimum Eucharistiae sacramentum in sacellum Gregorianum et altaria in maiori navi sita penitus auferri». Fra gli edifici addossati alla vecchia costruzione basilicale che Pallotta fece demolire fu anche la residenza dei cardinali arcipreti della basilica, che egli stesso aveva in precedenza fatto restaurare, affidandone la decorazione delle stanze al Cavalier d’Arpino (Giuseppe Cesari).

L’11 giugno 1606 fu consacrata a San Ginesio la nuova chiesa dedicata alla Vergine Assunta e a s. Barnaba, fatta costruire a sue spese da Pallotta, che la dotò delle reliquie di s. Sebastiano, s. Cristoforo e s. Agnese, precedentemente custodite in S. Pietro.

Pochi mesi prima di morire, Pallotta passò alla sede suburbicaria di Porto, titolo di tutti i cardinali decani. Morì a Roma il 22 agosto 1620; fu sepolto a Caldarola nella chiesa del monastero di S. Caterina.

Stemma della Famiglia Pallotta

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Il Castello Pallotta su Rai Uno

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Il Castello Pallotta su Rai Uno

Il Castello Pallotta su Rai Uno

Le telecamere della RAI di Easy Driver, nel corso della puntata del 9 novembre scorso, sono venute al Castello Pallotta di Caldarola. Il nostro Castello è stato scelto come meta imperdibile per un itinerario turistico nella provincia maceratese. Per chi si fosse perso la puntata ecco l’estratto della trasmissione che riguarda il Castello… Buona visione!

 

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