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Il percorso

Il Castello Pallotta

Il percorso di visita conduce nelle splendide sale del Piano Nobile, tutte riccamente arredate con mobili edPonte levatoio castello pallotta oggetti originali, prosegue nelle sale del Piano terra, che ospitano le esposizioni di Armi, Abiti, Calessi e Carrozze della famiglia Pallotta ed infine si conclude con i suggestivi esterni dove si possono ammirare il Ponte Levatoio, la lunga cinta muraria ed il secolare Pino marittimo, che imponente si erge nel Parco del Castello da più di 400 anni.

L’arredo integro ed antico della Residenza, i tanti oggetti curiosi ed affascinanti, il ricco mobilio composto da pezzi di interesse storico-artistico, sono gli elementi che fanno del Castello Pallotta, uno dei siti più amati e suggestivi di tutta la Regione Marche.
Ad aumentare il fascino di questa residenza storica, contribuiscono la storia e le vicende dei componenti della famiglia Pallotta, che dalla fine del Cinquecento fino ad oggi ne sono proprietari. cardinaleevangelista

In ogni sala, in ogni angolo rivivono i fasti del Cardinale Evangelista, prefetto della Fabbrica di San Pietro fino al 1620; di suo nipote Giovanbattista, anch’esso porporato, collezionista d’arte e mecenate, possessore di opere del Caravaggio, di Guido Reni, del Guercino e di Mattia Preti; ed infine del Conte Desiderio Pallotta, restauratore del Castello alla fine dell’800 ed ultimo abitante, geloso custode e conservatore del patrimonio di famiglia.

Ed ancora viva è la presenza degli ospiti illustri, che hanno abitato il Castello per brevi periodi: il pontefice fanese Clemente VIII, che si riposa a Caldarola il 20 di aprile del 1598, dal lungo viaggio che sta compiendo da Roma a Ferrara; la Regina Cristina di Svezia, ospite di Giovanbattista il 26 maggio 1666.

Cortile d'ingresso

Cortile d’ingresso

Sul cortile troneggia imponente l’alta torre dedicata ai caduti combattenti nella prima guerra mondiale. La torre d’ingresso ed i cammini di ronda che corrono lungo i merli delle mura esterne vengono realizzati agli inizi del ‘900 per opera del Conte Desiderio Pallotta, che darà alla parte esterna della residenza l’attuale aspetto. Alla fine del ‘500 il Castello era sprovvisto di merlatura e torri, che verranno realizzati a inizio ‘900.

Sale degli stemmi

Sale degli stemmi

Il soffitto è stato realizzato a cassettoni dipinti.
Nella prima stanza sono rappresentati gli stemmi araldici delle famiglie imparentate con i Pallotta dal 1500 fino al 1899. Nella sala potete ammirare due portantine, una della metà del 1500 e l’altra di epoca successiva, ed una consolle dorata con piano in marmo del 1600. Nel fregio della seconda Sala degli stemmi invece viene rappresentato lo stemma di Papa Sisto V (Felice Peretti), accanto allo stemma più antico dei Pallotta (leone rampante) e quello attuale (braccio armato), quest’ultimo sormontato dal cappello cardinalizio che fu conferito nel 1587 da Papa Sisto V ad Evangelista Pallotta.

Nella parete di sinistra della seconda sala si trovano i ritratti degli ultimi conti, Desiderio e Giuseppe, che hanno vissuto nel palazzo e che hanno dato, con imponenti opere di restauro, l’attuale aspetto al castello.

stemmapercorso

Sala della biblioteca e Cappella

Sala della biblioteca e Cappella

Il pavimento in mattoni, il camino ed i portali, sormontati dallo stemma gentilizio, sono in pietra gessite del luogo e originali del 1500; i mobili, sedie e seggiolini sono di arte marchigiana, sono datati dal 1500 al 1700. La biblioteca è ricca di volumi di varie discipline, i più antichi redatti a mano dai monaci.

Il soffitto della sala fu ricostruito alla fine del 1800 in stile neogotico e riproduce la carena di una nave. Anche la cappella è in stile neogotico. Alle pareti sono appesi i ritratti dei quattro cardinali e le alte personalità della famiglia Pallotta, oltre il dipinto della Madonna circondata dai Santi Protettori della famiglia.

Sala dei Ricevimenti slide

Salotto giallo

Salotto giallo

Soffitto a cassettoni dipinti. Il fregio del soffitto, attribuito al pittore di Caldarola Simone de Magistris illustra l’arrivo ed il soggiorno al Castello di Papa Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini) avvenuto nel 1598. Il salotto è del 1700 e conserva le sete originali, i due lampadari sono di vetro di Murano, la consolle è del 1700 costruita in arte marchigiana come il caminetto e la specchiera dorata.

Salottino Giallopercorso

Camera da letto

Camera da letto

Soffitto a cassettoni dipinti con un fregio che rappresenta pregevoli paesaggi. Il letto e le due consolle sono del 1700, la sovraccoperta è in seta rossa di fattura senese del 1500, il trumeau è del 1600 in arte povera marchigiana, gli altri arredi sono del 1600. In questa stanza si nota più che nelle altre, l’asimmetricità di tutta la costruzione del castello: sorgendo sulla cresta di un colle ne deve seguire la convessità del margine. In questa camera furono ospiti, nelle varie epoche, molti personaggi illustri, tra i quali Papa Clemente VIII, Casimiro Re di Polonia, il poeta inglese Richard Creshaw, la regina Cristina di Svezia e numerosi ambasciatori e cardinali con i quali la sede pontificia aveva relazione.
Dalla porta della camera da letto si intravede un piccolo salottino per la toilette delle signore (boudoir): le pareti sono rivestite di seta moire di colore rosa, le cortine in seta azzurra si intonano perfettamente alla decorazione floreale del soffitto.

Camera da Lettopercorso

Studio privato

Studio privato

Soffitto a cassettoni in legno naturale. Biblioteca con rari ed interessanti libri a stampa (vocabolario della Crusca, Divina Commedia con illustrazioni del Dorè). In una vetrina si raccolgono i reperti archeologici di epoca romana ed etrusca (trovati nelle vicinanze), nell’altra vetrina si raccolgono le cittadinanze ricevute dai personaggi più illustri della famiglia, le tesi di laurea, e le relazioni di viaggi del cardinale Giovan Battista che egli fece come ambasciatore del Regno Pontificio.

Si può ammirare una cassapanca in noce scolpita del 1500 e un forziere da viaggio del 1400 e un’originale collezione di chiavi antiche lavorate a martello poste ai lati del camino.
Alle pareti sono appesi i dipinti ad olio che raffigurano San Giovannino, la Maddalena e Papa Sisto V.

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Sala da bagno

Sala da bagno

Soffitto in legno a cassettoni. Le porte dipinte come la parete divisoria sono datate 1700, la vasca da bagno ricavata da un unico blocco di marmo bianco è del periodo neoclassico. Il bidet in rame, il lavabo e la rubinetteria sono dell’800.

Sala da pranzo

Sala da pranzo

Soffitto in legno a cassettoni. Il tavolo, le sedie e gli arredi sono del 1800, la stufa in maiolica decorata è della stessa epoca. Il mobile e le ceramiche bianche ivi contenute sono del 1700. Le portafinestre si aprono tutte verso la terrazza.

Sala da Pranzopercorso

Cucina

Cucina

Il soffitto è semplice, in antica travatura. Le madie, il tavolo e i vari utensili sono tipici della regione e di varie epoche del passato, il porta pane è di provenienza provenzale. Il registro datato 1674 è per la biancheria di casa da consegnare alle lavandaie del paese.

Cucinapercorso

Teatro

Teatro

Uscendo dalla cucina sulla terrazza si notano a destra le quinte di siepi di bosso, le scale e le statue che creano lo scenario del teatrino all’aperto. Un’antica grata in ferro battuto copre la neviera. L’antico pozzo, raccoglie l’acqua che scende dal colle e che, incanalata, riforniva un tempo il fossato del ponte lavatoio.

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Ponte Levatoio

Ponte Levatoio

Il ponte levatoio è originale e tuttora funzionante a contrappesi (bolcioni). Si noti il posto di guardia con caditoie e le difese piombanti. Alla sinistra del ponte levatoio si può ammirare un “pinus pinea” messo a dimora nel 1598 in occasione del soggiorno al castello di Papa Clemente VIII.

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Sala delle carrozze

Sala delle carrozze

Nella sala si possono ammirare numerose carrozze di fine secolo XIX, realizzate in italia e all’estero: un “copé brougham” foderata in raso blu per un attacco a due, una “ phaeton” costruita dalla carrozzeria Macchi (ora Aermacchi) con la canestra in paglia di Vienna, poi una “Vittoria my lord” tutta in cuoio marrone, un’altra “Vittoria” col mantice in tela. Nella sala sono inoltre raccolti oggetti e ricordi riguardanti il mondo dell’equitazione.

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Sala dei finimenti e calessi

Sala dei finimenti e calessi

Numerosi finimenti e gli attacchi per cavalcature singole e per carrozze, sono datati dal 1600 (tiro a quattro cavalli con bronzi dorati), fino ai primi del 1900, i più recenti sono di fattura inglese. Nelle vetrine vi sono i morsi di varie forme e misure studiati per correggere l’errato portamento del cavallo. Le selle sono per cavalieri ed amazzoni. Sono raccolti inoltre due calessini, il primo è la “domatrice” appositamente studiata per abituare i cavalli alle stanghe e il secondo è un “tibury”.

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Sala dei calessi

Sala dei calessi

In questa sala possiamo ammirare un “military” con mantice in pelle, un calesse veloce, due “calessi” leggeri da campagna e un “tonneau”. Nelle vetrine sono conservati vari oggetti relativi all’equitazione tra cui l’abbigliamento e il corno usati per la caccia alla volpe, alla parete si conservano le targhe che riportano il nome dei cavalli che si sono avvicendati nelle scuderie.

Sala degli abiti

Sala degli abiti

In questa sala troviamo numerose pianete, alcune delle quali presentano lo stemma della famiglia Pallotta appartenute ai cardinali (1500-1600). In una vetrina troviamo due cappelli da viaggio in damasco rosso del cardinale Evangelista (1600), il calice e il fazzoletto blu di seta appartenuti a Papa Pio VII (Barnaba Niccolò Maria Luigi Chiaramonti) zio della contessa Costanza Pallotta. In un altra vetrina alcune divise e livree del 1700 usate dalla servitù e altri ricordi delle famiglia.

sala degli abiti

Sala d'armi

Sala d’armi

La grande tela dipinta raffigura la battaglia che Guglielmo da Messina comandò in difesa del Ponte di Brindisi contro i francesi nel 1296. Per la prima volta egli usò il flagello a tre palle e per la vittoria ottenuta gli fu concesso di fregiare il suo nuovo stemma con quest’arma. Nella sala sono raccolte: armature da torneo del 1600, lance, alabarde, ronche, balestre e spade medievali, una spingarda (cm 420) del 1500 in grado di scagliare una palla di ferro alla distanza di 500 metri (successivamente fu trasformata a luminello per la caccia di palude), canne di archibugio, una collezione di porta polvere da sparo, un fucile, spada e cappello della Repubblica Cisalpina. Una collezione di morsi e staffe in ferro del 1400 e del 1500, sella da viaggio del 1700 con foderi per le pistole e una in velluto verde del 1500 appartenuta al cardinale Evangelista. Cavigliere e manette in ferro per i prigionieri risalenti al 1500.

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